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di Amador Fernández-Savater

Se oggi le forze di emancipazione sono così deboli è proprio perché hanno perso il contatto con l’intuizione del ‘68. Non si interrogano più sulle forme di vita desiderabili, ma si limitano alle opinioni critiche, alle politiche comunicative, alla resistenza in cui niente resiste. Per riprendere l’iniziativa, dobbiamo porre di nuovo la questione sul piano del desiderio: che tipo di esseri umani siamo? E come vogliamo essere?

La ricchezza globale ha ripreso a crescere, ma quella crescita genera sempre maggior povertà. Lo dicono i dati pubblicati dall’istituto Credit Suisse nell’ottava edizione del Global Wealth Report.
Il dato più significativo è che la ricchezza è cresciuta ma si è ulteriormente concentrata: il 10% più ricco della popolazione mondiale detiene l’88% della ricchezza, l’1% il 50,1%, cioè quanto il 99% della popolazione (all’inizio del millennio l’1% più ricco della popolazione deteneva il 25,5% della ricchezza).
La maggiore ricchezza genera una maggiore diseguaglianza e una maggiore povertà che colpisce soprattutto i giovani:

immagine simbolo del movimento Occupy Wall StreetQui di seguito proponiamo un brano tratto dal libro Vie di fuga (Marotta & Cafiero) di Paolo Cacciari, un saggio su crisi, beni comuni, lavoro e democrazia nella prospettiva della decrescita. È possibile scaricare il libro (pdf) on line con un contributo di 1 euro dal sito web comune-info.

Raúl Zibechi riferisce che, secondo il subcomandante Marcos, “le grandi trasformazioni cominciano come minuscoli asteroidi irrilevanti per il politico e l’analista che stanno arriba (in alto, ndt)”

Acqua Bene Comune SardegnaDa qualche mese in diversi paesi della Sardegna è iniziata la procedura di conciliazione frutto di accordi che Abbanoa, gestore del servizio idrico, sta facendo coi Comuni, anche a seguito di assemblee pubbliche.

Contro la beffa delle procedure di conciliazione con le quali Abbanoa propone prescrizioni relative a periodi per i quali i cittadini ne hanno già diritto e concede rateazioni imponendo però il pagamento di interessi,

Manifestazione in sostegno del referendum per l'AcquaAttraverso la famigerata coppia normativa, formata dal decreto “Sblocca Italia” e dalla Legge di Stabilità, il governo Renzi sta tentando di portare un secondo scalpo al tavolo dei rigoristi europei e al banchetto dei grandi interessi finanziari: i servizi pubblici locali, a partire dall'acqua.
Il disegno sotteso è quello di un processo di aggregazione/fusione che veda i quattro colossi multiutility attuali – A2A, Iren, Hera e Acea – già collocati in Borsa, fare man bassa di tutte le società di gestione dei servizi idrici, ambientali ed energetici,

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